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Tipologie di Logo: caratteristiche, utilizzi ed esempi

Il Logo non è soltanto il simbolo di un’azienda, bensì l’elemento principale che la accompagnerà per sempre. Verrà impresso in tutta la comunicazione online e offline, avrà il compito di trainare i valori dell’azienda, e per primo la ricorderà alle persone che lo guardano. Già da qui si comprende come un Logo possa avere diversi e numerosi obiettivi: per differenti scopi si adoperano quindi differenti tipologie di Logo, e ogni tipologia ha delle caratteristiche precise.

Per comprenderle e analizzarle meglio torna utile il concetto di sequenza cognitiva: si tratta della successione con cui percepiamo, interpretiamo e riconosciamo gli stimoli sensoriali (in questo caso visivi). Nel dettaglio, il cervello riconosce prima la forma, poi i colori e infine il Logo nella sua interezza (cioè come somma di forme e colori). Un’informazione utile per capire come scegliere un Logo, e quale Logo è più adatto alle vostre esigenze.

Indice delle tipologie di Logo

Wordmark

Il Wordmark è un Logo molto semplice, formato dal solo carattere tipografico. È immediato, comprensibile e molto fruibile; anche per questo, è importante non renderlo così semplice da risultare anonimo o associabile a brand simili. Tra tutte le tipologie di Logo, il Wordmark è quello più testuale.

Per rendere un Wordmark sempre riconoscibile e distinto, si tende ad utilizzare dei font dalla forte personalità (come nei loghi di Pokémon e Disney), o a dotarli di modifiche caratteristiche (come la E inclinata di Dell o i colori di Google). In generale, le aziende più famose e conosciute possono maggiormente “permettersi” un Wordmark rispetto ad attività più piccole, poiché sarà più facile associarlo al nome.

Tipologie di logo - Esempi di loghi Wordmark: logo Disney, logo PlayStation, logo Dell
Tre esempi famosi di Wordmark, cioè loghi composti dal solo carattere tipografico: Disney, Pokémon e Dell.

Monogramma / Lettermark

Il Monogramma o Lettermark è un Logo testuale basato sulle lettere iniziali del marchio o della persona; esse vengono rielaborate graficamente fino ad ottenere un aspetto peculiare e unico (come il mitico logo di PlayStation, o la faccina di LG composta con le sue due lettere).

Questa soluzione è molto utile per i brand che hanno nomi lunghi: con un Monogramma il marchio può essere riconosciuto anche su dispositivi e supporti piccoli, e poi riassociato velocemente al nome (come per il brand di informatica HP, che sta per Hewlett-Packard). Un’ottima scelta anche per i singoli professionisti, che creano un proprio “mini brand” grazie alle iniziali di nome e cognome.

Tipologie di logo - Esempi di loghi Lettermark: logo Playstation, logo LG, logo Mondadori, logo HP
Quattro esempi celebri di Monogramma o Lettermark, cioè loghi basati sulle lettere iniziali del brand: PlayStation, LG, Arnoldo Mondadori e HP.

Pittogramma

Il Pittogramma è un Logo prettamente visivo, formato da una immagine ben riconoscibile che rappresenta un oggetto o elemento concreto. L’immagine dovrebbe essere sempre strettamente legata ad un elemento importante dell’azienda: il suo nome (la M di MC Donald’s), la sua funzione (la fotocamera di Instagram), la sua missione (il panda del WWF), o i suoi valori (lo swoosh di Nike).

Come visto all’inizio, il cervello reagisce prima alle forme che al testo: il Pittogramma è quindi molto efficace nel creare una rapida connessione psicologica tra cliente e brand. È così che la fotocamera di Instagram si rivela anche una call to action, spingendo a condividere foto senza pensarci troppo. Per questo, tra le diverse tipologie di Logo, il Pittogramma ha anche molti vantaggi in un’espansione a livello globale: può essere compreso velocemente in tutto mondo, senza barriere di linguaggio.

Tipologie di logo - Esempi di loghi Pittogramma: logo MC Donald's, logo Instagram, logo WWF, logo Nike
Quattro esempi famosi di Pittogramma, cioè loghi basati su un’immagine riconoscibile e realistica: MC Donald’s, Instagram, WWF e Nike.

Logo astratto

Il Logo astratto ha le stesse caratteristiche del Pittogramma, ma con una differenza: l’immagine non rappresenta un elemento concreto, bensì una figura astratta (come l’ottagono della Chase Bank). La figura dovrebbe rimandare, in qualche modo, ad un’immagine o ad un concetto reale (come il logo di Pepsi, che ricorda la cola nella bottiglia); a lei resta infatti il compito di rappresentare i valori dell’azienda, nonché di renderla riconoscibile, allo stesso modo del Pittogramma.

A volte la distinzione tra Pittogramma e Logo astratto è sottile e soggettiva: il logo di Huawei è una figura immaginaria o un fiore stilizzato? Lo swoosh di Nike nasce dalle ali della divinità greca, o è da considerarsi astratto? Si nota che la natura del Logo astratto fornisce una particolare ambiguità strategica: il valore comunicato non sarà sempre univoco, e potrà essere manipolato e rimodellato dall’azienda per diversi scopi. Ciò lo rende ideale per aziende che hanno filiali in giro per il mondo, con esigenze differenti a seconda del paese (come per la BP – British Petroleum).

Tipologie di logo - Esempi di loghi astratti: logo Mistubishi, logo Chase Bank, logo Pepsi, logo BP British Petroleum
Quattro esempi celebri di loghi astratti, cioè basati su un’immagine non realistica: Mistubishi, Chase, Pepsi e BP – British Petroleum.

Emblema

L’Emblema è un Logo ibrido, in cui il nome del brand compare all’interno del simbolo. Gli elementi di un Emblema non sono mai isolati, anzi formano un’unica composizione; di conseguenza, l’Emblema stesso viene influenzato dal nome e dalle sue caratteristiche (come nel caso di Starbucks o BMW).

L’Emblema rappresenta una soluzione coraggiosa, capace di unire immediatamente nome e immagine in una cosa sola; al contempo, però, si rivela meno flessibile e meno maneggiabile nelle diverse comunicazioni, perché i suoi elementi sono molto difficili da separare (impossibile distaccare le scritte Harley-Davidson o Converse All Star dal resto dei rispettivi Emblemi).

Tipologie di logo - Esempi di loghi Emblema: logo BMW, logo Starbucks, logo Converse All Star, logo Harley-Davidson
Quattro esempi famosi di Emblemi, cioè loghi in cui i vari elementi – nome incluso – compaiono all’interno di una stessa forma o simbolo: BMW, Starbucks, Converse All Star e Harley-Davidson.

Tipologie di Logo in combinazione

La suddivisione dei Loghi in tipologie è utile per esaminarne distintamente le caratteristiche e le funzioni, così da trovare il percorso giusto per le esigenze di ogni azienda. Ma ciò non rappresenta un paletto, perché i Loghi e le loro categorie sono estremamente flessibili: si possono rimodellare, rielaborare e utilizzare in combinazione, essendo un mondo in creativo movimento. Molte aziende propendono infatti per la combinazione di diverse tipologie, che insieme creano un Logo più completo.

Un’associazione comune è quella formata da un Pittogramma e un lettering (cioè il Wordmark): in tal caso le aziende si assicurano sia un’immagine iconica, sia una componente testuale che ne confermi l’identità. Inoltre aumentano la loro flessibilità comunicativa, poiché a seconda del mezzo pubblicitario o comunicativo (giornali, spot, web, oppure branding e biglietti da visita) potranno utilizzare la parte del Logo più funzionale. Anche alcuni esempi contenuti in questo articolo posseggono delle versioni “complete”, ma la loro potenza è tale da renderli riconoscibili in ogni loro parte.

Con questo si conclude il nostro approfondimento! Per richiedere la realizzazione di un Logo professionale adatto alle vostre esigenze, scriveteci tramite l’apposito form di contatto del sito o sulla nostra pagina Facebook (da cui potete anche seguirci per non perdervi i nuovi articoli).