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Perché MSN ha chiuso e siamo passati a Facebook - Instant Messaging

Perché MSN Messenger ha chiuso e siamo passati a Facebook

MSN Messenger dominò il panorama della messaggistica istantanea per molti anni. La sua immensa ascesa portò Microsoft ad integrarlo al massimo con tutti i suoi prodotti: MSN era al centro del progetto. In quegli anni nasceva anche il campo di Facebook e dei Social Media, che avrebbe avuto su questo software delle grosse conseguenze. Portandolo addirittura alla chiusura.

 

MSN Messenger diventa Windows Live Messenger

Se avete seguito questi articoli dedicati all’Instant Messaging, avrete anche letto i motivi del successo ottenuto da Microsoft. Il tutto è spiegato nell’articolo principale sulla personalizzazione di MSN. Nel 2006 Windows rinnovò il suo MSN Messenger, rinominandolo Windows Live Messenger per via dell’inserimento nella suite Windows Live. La versione numero 8 (con relativi aggiornamenti) fu la più longeva, durando dal giugno 2006 fino alla fine del 2008.

WLM 8 divenne rapidamente amato dagli utenti. Le novità furono molte, come l’invio di messaggi ad un contatto offline, che li avrebbe visualizzati alla successiva connessione. Si aggiunsero gli orari riportati ad ogni messaggio inviato, disattivazione dei suoni, nuove scelte per gli status “Occupato” e “Non al computer”, miglioramenti alla personalizzazione e alle videochiamate. Inoltre, chi aggiornava il software poteva addirittura mantenere le stesse emoticon personali! Nel 2007 il software sfiorò i 300 milioni di utenti, oltre il triplo di qualunque competitor. Sebbene un nuovo programma di nome Skype stesse crescendo, a cambiare completamente i principi di MSN Messenger fu Facebook, il social che ormai si era fatto largo sugli schermi di tanti utenti.

 

Leggi anche gli altri approfondimenti sul tema:
1. Le origini dell’Instant Messaging
2. La personalizzazione di MSN e il suo dominio

 

L’arrivo e le conseguenze di Facebook

Rilasciato nel settembre 2006, Facebook ebbe una crescita sorprendente. I motivi del suo successo sono noti: la possibilità di tenersi in contatto con amici vecchi e nuovi, condividendo foto, post ed aggiornamenti, fece breccia in molti. Ma a volte si sottovalutano le sue conseguenze. Facebook si è sempre ampliato, per integrare in sé un numero di servizi sempre maggiore. Questa abitudine stride con quella precedente di avere un programma o un sito diverso per ogni cosa (chat, email, foto, blog). Potremmo dire che prima c’era un network di servizi; una rete di software diversi, ognuno dei quali svolgeva un servizio diverso, collegati tramite pulsanti e simili. Ad esempio Microsoft aveva Messenger, LiveSpace, Hotmail, Movie Maker; e Messenger aveva un pulsante per andare velocemente su Hotmail. Con Facebook si utilizzò un servizio di network: una sola piattaforma capace di integrare in sé tantissime attività. Inclusa la chat, introdotta nell’aprile del 2008.

 

 

In fondo è uno dei motivi del successo di Facebook: gli utenti possono fare un sacco di cose diverse restando nella stessa pagina. Ma dovendo inserire tante funzioni in una sola pagina, non è certo possibile renderle complete. Peserebbero troppo e potrebbero anche “distogliere” da Facebook stesso; quindi diventano ridotte. Ad esempio, conversare (chat) è un bisogno primario, ma su Facebook diventa un sotto-servizio. Perciò le sue funzioni si riducono drasticamente. Lo stesso ragionamento vale per tutte le altre funzionalità di Facebook: i giochini non sono lontanamente paragonabili ad un vero videogioco, i gruppi non sono forum completi, la condivisione foto abbassa la qualità. Essendo un social network (ed essendo un servizio di network!), si trova ad integrare cose e perciò ridurne le capacità, per “far entrare” tutto in sé stesso.

 

La spersonalizzazione della chat: da MSN a Facebook

Facebook è cresciuto esponenzialmente, ma la sua chat è rimasta ridotta e con pochi dettagli. Ha solo l’obiettivo originale di far conversare col proprio interlocutore. La sua struttura non è mai cambiata, negli anni ha ricevuto solo piccoli accorgimenti. Ci sono le due immagini del profilo, una disposizione destra-sinistra che indica a chi appartenga il messaggio, il nome dell’interlocutore in cima. È una chat “spersonalizzata”: non si può cambiare in alcun modo lo stile di scrittura, né l’aspetto o la dimensione della finestra (che sia essa in homepage o sul sito Messenger); le emoticon e gli adesivi sono prestabiliti, e non si possono creare. Da poco tempo sono stati aggiunti giochini e differenti colori per la conversazione. Ma attenzione, per tutta la conversazione e non per la propria scrittura: non è un modo diverso di presentarsi, ma solo un modo diverso di vedere la chat.

MSN Messenger contro Facebook - Le due chat a confronto
MSN Messenger contro Facebook: le due chat a confronto

La chat di Facebook serve solo all’essenziale. È opposta rispetto a MSN, che attorno al proprio servizio costruiva atmosfere, opzioni e vezzi; magari non davvero utili, ma simbolo di un certo modo di esprimersi. Con la crescita del social di Zuckerberg, non fu messo alla prova MSN (che continuò a proliferare), ma i suoi principi. Furono le abitudini dell’Instant Messaging a cambiare, la sua “cultura”. A gennaio 2009 fu rilasciato Windows Live Messenger 9.0, che nel giugno successivo raggiunse il record assoluto di 330 milioni di utenti attivi. Ma negli anni successivi, le diverse tendenze stabilite da Facebook spostarono prima un po’ il pubblico, e poi Microsoft stessa.

 

La chiusura di MSN Messenger

Microsoft si convinse che la rapida ascesa di Skypeconquistador del mercato delle videochiamate moderne – fosse l’immediato futuro: lo acquisì, e non essendoci più bisogno di una chat profonda come quella di MSN, lo sostituì rapidamente a quest’ultimo. La chat estremamente basica di Skype era solo un piccolo contorno alle videochiamate, e si pensava fosse sufficiente. Così MSN fu messo sempre più da parte da parte, fino alla chiusura nel 2013. Una mossa che non paga: oggi (nel 2017) Skype ha circa 300 milioni di utenti, ben 700 milioni in meno di Facebook Messenger e Whatsapp. E meno, addirittura, di quanti ne aveva MSN dieci anni fa.

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