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5 parole inglesi insostituibili: dai meme al jazz

5 parole inglesi insostituibili - Dai meme al jazz

Sono un cultore della lingua italiana e ci tengo a sottolinearlo in partenza: amo approfondire la mia lingua, amo utilizzarla al meglio da bravo Copywriter, e quando è possibile evito – o riduco al massimo – le influenze estere ingiustificate. Ma anche a me capita di trovare delle parole inglesi insostituibili. A volte hanno anche una specie di corrispettivo italiano, solo che non rende; altre volte non ce l’hanno proprio, e usarle è indispensabile.

1. Privacy

Come dici privacy in italiano? Una buona traduzione è riservatezza, eppure non calza appieno: la parola privacy include in sé il diritto ad avere la propria riservatezza ed i propri spazi. Non è sostituibile, tant’è che anche nel sistema legislativo si parla di privacy, senza usare corrispettivi italiani. Ormai è un termine fortemente radicato.

2. Software

Se mi balenasse di tradurre software con programma, mi correggerei poco dopo. I programmi sono dei software, ma i software non sono solo programmi: la parola indica tutta una serie di informazioni ed elementi utilizzati in un sistema informatico. Si pensi alle diciture “componente hardware” e “componente software”. Questo giochino è più facile con le parole inglesi relative all’informatica, quindi non ne abuserò; non devo dirvi io che mi viene difficile chiamare Topo un Mouse.

3. Meme (e Triggered)

Il vero significato della parola è circa “elemento di una cultura, replicabile e trasmissibile per imitazione da un individuo all’altro”. Ma oggi, su internet, il meme fa storia a sé. È un’immagine, un video o un testo (o un modo di gestire questi elementi), che si diffonde nel web fino ad essere replicato infinite volte. Definizione indefinita perché un meme è un meme, e qualsiasi cosa può diventare un meme; dalla foto di un bambino fino ad un fatto di cronaca, o ad Antonino Cannavacciuolo.

Una semplice parola può essere un meme, e una delle mie preferite è Triggered. Con un aspetto un po’ smosso e su uno sfondo arancione, questo termine viene messo sotto le foto di personaggi di ogni tipo, che sono stati triggerati. Letteralmente sarebbero stati innescati, ma significa che qualcosa ha colpito – o menzionato – un loro punto debole, fino a farli infuriare. Traducibile, ma intraducibile.

4. Bar

Questa pare semplice, ma come tradurre Bar? No, locale non va bene, è un termine troppo generico. Caffetteria e Caffè si avvicinano, ma sono più limitanti e infatti meno diffuse. La parola Bar è tutt’oggi inglese e significa sbarra; pare che i primi locali di questo tipo (lo vedete? Non ho un sinonimo!) delimitassero il banco di vendita degli alcolici con una sbarra, e che da lì nasca il nome (lo conferma la Treccani). Il bello è che, come tante parole influenzate dal paese di adozione, ha assunto sfumature esclusive dell’Italia.

5. Jazz, Rock e altri generi musicali

La maggior parte dei generi musicali non ha un termine che si può trasporre. Jazz, rock, swing, blues, hip hop e tanti altri sono universalmente riconosciuti e definiti con le parole inglesi originali. E per quanto io ami l’italiano sono ben poche le eccezioni. Alcune di esse sono comunque parzialmente inadatte: anche se il Pop deriva da Popular, la musica popolare in italiano non corrisponde al pop!